Al Circolo Aurora Osteria e Cultura di Ravenna, incontri con i “Cuochi erranti”

Il Circolo Aurora Osteria e Cultura di Ravenna, recentemente aperto, ha come scopo sociale il coinvolgimento dei soci nelle varie iniziative che vengono organizzate (serate enogastronomiche, presentazione di libri, eventi musicali, corsi sul vino e corsi di cucina) e ha lanciato un’idea innovativa ed apprezzata; il progetto del “Cuoco errante”. La cucina familiare è l’unica in grado di salvarci da tutte le proposte che ci vengono spiattellate: la vera sfida è raccontare la cucina di casa attraverso i suoi piatti e i suoi prodotti buoni, puliti e giusti che contribuiscono al successo di questa proposta. I prodotti e i produttori sono tornati al centro, raccontare la cucina familiare diventa una necessità.

Un cuoco stellato, un oste, un amico (tutti soci del Circolo) all’Aurora potranno preparare un piatto nel corso di una serata per un massimo di 20/25 soci. Non una cena intera, troppo impegnativa, ma un piatto: un modo nuovo di interagire con i soci che potranno esibirsi e sentirsi parte del locale, in famiglia. I soci possono così portare la loro cultura gastronomica casalinga nella cucina del circolo. Saranno coinvolti anche cuochi professionisti ed anche loro prepareranno un singolo piatto.
Per chi non vorrà i piatti proposti sarà disponibile anche il menù del Circolo Aurora.

Dopo i primi otto cuochi, domestici e professionisti, questi i prossimi appuntamenti.

Info e prenotazioni: 327 2061248  /  335 375212  /  circolo aurora.aps@gmail.com 
Ingresso riservato ai soci del Circolo AICS. Chi non fosse socio può richiedere la tessera. Sconto 50% se ci si associa anche a Slow Food.

Martedì 24 maggio ore 20,30

Alessandro Bongarzone: In principio era… cacio e pepe.

Piatti: Cacio e pepe e gricia

Le origini della “Gricia” restano incerte ma, come chiarisce Wikipedia: «è considerato un piatto “figlio” della pasta cacio e pepe e “padre” dell’Amatriciana».

Anche sul nome non c’è unicità di posizioni. Mentre alcuni sostengono che derivi dalla località di Gresciano, vicino ad Amatrice, altri lo farebbero derivare da “gricio”, il rivenditore di pane confortati dal fatto che nella Roma del Quattrocento con il termine “griscium” si faceva riferimento allo spolverino grigio indossato dai fornai per non sporcarsi di farina.

Il cuoco di questa sera, Alessandro Bongarzone, “errante” lo è da sempre avendo vissuto metà della sua vita da sindacalista in giro per l’Italia. Dal 2007, poi, seguendo il suo cuore (ha sposato n’avvocata romagnola) si è trasferito a Ravenna.

Fotografo, grafico, giornalista ed esperto di comunicazione e nuovi media, da anni alla professione – intrapresa dopo l’esperienza sindacale alterna la sua passione per la cucina ereditata da sua madre e suo padre, cuoco di professione. Come presidente di UPTER Solidarietà, insieme a Massimo e Marisa “L’oste della Bon’ora”, ha partecipato alla realizzazione e alla gestione di un club di cucina vegetariana aperto agli iscritti dell’Università Popolare di Roma. A Ravenna, per molti anni è stato il cuoco della Domenica alla mensa solidarietà di San Rocco. Attualmente, con Ecologia di Comunità lavora per aprire anche a Ravenna una Cucina Popolare”.

Martedì 31 maggio ore 20,30 

Alessandro BongarzonePoi…è arrivata l’amatriciana

Piatti della serata: amatriciana e carbonara

Si chiude con questo secondo appuntamento la storia della carbonara partita da cacio e pepe e gricia, passando per l’amatriciana. Alessandro nelle due serate ci spiegherà questo percorso.

Seguirà scheda su questi ultimi due piatti

Martedì 7 giugno ore 20,30 

Patrizia Ceccarelli con Graziano Pozzetto

Il tortello alla Lastra e i prodotti della vallata del Bidente. Patrizia è cresciuta in una famiglia di San Piero in Bagno. La mamma era una bravissima cuoca e le sue ricette rispecchiavano la tradizione del territorio. Spesso in casa si mangiavano i tortelli alla lastra e i tortelli fritti. Patrizia ha conservato le ricette di famiglia e le ripropone agli amici dell’Aurora che potranno assaggiare queste pietanze saporite che fanno parte della cucina dei nostri Appennini. I Tortelli alla lastra rappresentavano la cena in molte famiglie. Con Patrizia ci sarà Graziano Pozzetto che ci parlerà di questi prodotti di eccellenza citati nel suo ultimo libro: i tortelli alla lastra, il Ciavar e il raviggiolo. Patrizia ci preparerà i Tortelli alla Lastra e i Tortelli fritti.

Martedì 14 giugno ore 20,30 

Marina Martano

La passione per la cucina è nata tra le mura domestiche. La mia mamma, davvero una gran cuoca, detta dagli amici la regina della pizza, mi ha insegnato i primi rudimenti della cucina tradizionale salentina e non solo. Da generazioni il regalo di nozze delle donne di famiglia è il talismano della felicità. Sono cresciuta in una famiglia numerosa che ha sempre avuto il piacere di ospitare e condividere con gli amici e con i parenti tanti momenti conviviali. Poi l università ed il posto fuori regione, nelle Marche ed in Emilia e infine in Romagna con tanti amici di regioni diverse ed il piacere di fare, assaporare e condividere. Tanti libri, riviste scambi di ricette e qualche corso tematico. Curiosità e la voglia di dare forma a quello che è nel frigorifero…
Marina propone un antipasto salentino con focaccia, pizza di cipolle, pittule carciofini sott’olio. Come piatto principale Ciceri e tria (Pasta e ceci) e come dolce torta pasticciotto. Tutti gli impasti sono realizzati con il suo lievito madre.

Settembre, andiamo.
È tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzi
i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all’Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Gabriele D’Annunzio

LA CUCINA DEI PASTORI

Matriciana o Amatriciana, Carbonara, Gricia, Cacio e Pepe piatti poveri della cucina romana che hanno fatto il giro del mondo. Studiati, reinterpretati, riela­borati, portati agli onori della cronaca da diatribe sul nome e, perfino, sulla “precisa” localizzazione geografica altro non sono che piatti poveri inventati dai più poveri della storia: quei pastori che nell’ebraismo potevano neanche entrare nel Tempio.

Per chi visita la città eterna sono una costante scoperta da assaggiare ad ogni costo, alla ricerca della “mejo cacio e pepe, matriciana (ecc.) de Roma” ignorando spesso, non solo che tutto nasce dai pastori, ma anche che tutto si rifà all’incontro del cacio – rigorosamente pecorino romano – con quel pepe per il quale nel Seicento si arrivò a scontri, battaglie e successivi accordi per averne il controllo del commercio in Europa.

Già! perché Gricia, Matriciana, Carbonara – l’ordine non è casuale – altro non sono che evoluzioni, nel tempo, nella storia e nella lotta per l’emancipazione della mitica “Cacio e Pepe” per anni (quasi) unico cibo e sostanza per genera­zioni di pastori dell’agro romano.

Dalla CACIO E PEPE…

La storia della cacio e pepe nasce ai tempi dei pastori in transumanza nei verdi pascoli dell’agro romano quando per i loro spostamenti i pastori si rifornivano di ingredienti po­veri, facilmente trasportabili e – soprattutto – adatti a conservarsi nel lungo periodo: il pepe nero in grani – che stimola direttamente i ricettori del calore e quindi aiutava i pastori a proteggersi dal freddo – e qualche fetta di pecorino romano (il cacio, appunto) che serviva a preparare una “salsa” per condire una “manciata” di spaghetti essiccati fatti con acqua, sale e farina per il giusto apporto di carboidrati e calorie. Conosciuta molto presto dai “cittadini”

la cacio e pepe divenne il pasto ideale, veloce e sostanzioso, per tanta “povera gente” del Lazio, ma anche di Umbria e Abruzzo, dove tutt’oggi è largamente diffusa seppur con numerose interpretazioni. Quando arriva nelle osterie romane la cacio e pepe diventa un vero e proprio business e alla “salsa” si sostituisce il “peco­rino grattugiato” studiato ad hoc per “intorzare” il cliente e indurlo così a ordinare vino ad oltranza.

… alla GRICIA: arriva il guanciale

Abbiamo già accennato all’evoluzione che la cucina popolare subisce nel tempo e nella storia ma – come detto anche grazie alla lotta per l’emancipazione delle classi popolari che grazie al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro diventa in grado di acquistare nuovi prodotti. La “Gricia” rispetto alla “cacio e pepe” rappresenta questa evoluzione aggiungendo alla semplicità delle origini “il guanciale” che apportando proteine della carne al piatto rafforza sia il valore nutritivo che quello calorico.

Il team del Circolo Aurora

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