La Cantina

uva

La proposta di una carta dinamica e di ricerca, che non ponga al proprio centro solo la qualità dei vini, ma che parli di chi li realizza e di come vengono prodotti, dei vigneti e dei suoli, di naturalità e di agronomia, di vitigni e di metodi di coltivazione, di un futuro sostenibile. 

Il messaggio che vogliamo dare inizia dall’agricoltura, dal valore del vignaiolo custode di antichi saperi e della fertilità del suolo, per poi arrivare a percepire successivamente i sentori di ciliegia e fragola dentro al bicchiere. All’Aurora sarà possibile bere un vino buono, pulito e giusto! Nel Circolo si possono bere con moderazione prodotti di qualità riscoprendo il piacere della tavola e della convivialità.

Una carta vini in movimento, dinamica che avrà una parte di vini fissi, compresi grandi vini serviti al bicchiere con il rispetto che meritano, e con una  parte di vini che cambieranno per darvi la possibilità nell’arco dell’anno di soddisfare la vostra curiosità ed assaggiare vini sempre diversi di tanti vignaioli custodi. Vogliamo spostare l’attenzione dal bicchiere roteante sotto il naso di degustatori seriali ai luoghi e ai viticultori che contribuiscono ogni giorno a farci arrivare sul tavolo le bottiglie che tanto amiamo perché se non si riconoscono i loro sforzi ha poco senso bere vino. 

Vogliamo riprendere a proporre vino “buono” sfuso, nella bottiglia da osteria e nel classico gotto, e il consumatore gradirà perché è un vino per un consumo facile e spensierato, servito a temperature più basse per aumentarne la bevibilità. Si può bere senza troppa attenzione e farlo con piacere non considerando l’alcolicità, gli estratti e la complessità del buon vino in bottiglia che vogliamo ancora continuare a bere. L’innalzamento del livello dei vini sfusi è figlio di più attenzione al prodotto che dispone il consumatore ad un approccio positivo, più attenzione alla digeribilità e al territorio. Si può tornare a bere un quartino di vino della casa senza aver paura di star male, giovane, meno strutturato ma sano. Bianchi e rossi non sono più prodotti di serie C. Il consumatore del futuro prenderà coscienza che il concetto di qualità non consiste in una semplice e roboante descrizione organolettica, giudicherà la digeribilità, la capacità del vino di servire e di essere protagonista della tavola, un’aspirazione tanto naturale quanto alta; si accorgerà che il produttore migliore non è solo quello celebrato dalla stampa, ma quello che coltiva il rispetto del suo territorio e della naturalezza espressiva del proprio vino. Per questo comincerà a pagare il vino sfuso il prezzo che si merita, quando se lo meriterà, riconsegnandogli quella dignità che un mercato senza regole gli aveva portato via.

Nel rispetto di questo impegno e contro uno spreco inutile, si possono portare a casa le bottiglie non finite e pagate. Se si desidera acquistare vino del nostro Circolo Osteria verrà applicato uno sconto dalla carta vini.

 Il Manifesto Slow Food del vino buono, pulito e giusto

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